Pagine: 400, ril.
Collana: Cultura storica
ISBN carta: 9788858162132
Argomenti: Storia contemporanea
Storia della frontiera adriatica
A firma di uno dei più autorevoli esperti di storia del confine orientale, un’opera unica che per la prima volta vede inserite le tragiche vicende novecentesche nel quadro di una millenaria e affascinante storia di frontiera.
La frontiera adriatica è terra di incroci fra mondo latino, germanico, slavo e ungherese, senza dimenticare l’Oltremare. La sua storia è poco conosciuta dai lettori italiani, che solo nell’ultimo ventennio hanno preso confidenza con alcune vicende drammatiche del Novecento, come le foibe e l’esodo giuliano-dalmata. Ma per arrivare a quei momenti di tragedia, e per capirne il senso, bisogna fare molti passi indietro. Questa straordinaria sintesi muove dai castellieri protostorici, si sofferma sulla novità epocale della romanizzazione, attraversa le fratture fra dominii longobardi e bizantini, esplora il pulviscolo di poteri medievali, evidenzia il ruolo del Patriarcato di Aquileia, descrive l’espansione dell’influenza veneziana che lentamente cattura le città istriane ad eccezione di Trieste e Fiume, ricostruisce la colonizzazione slava fra Alto Medioevo ed età moderna. Segue l’epopea del cosmopolitismo sette ed ottocentesco nei porti franchi asburgici di Trieste e Fiume, fino al suo tramonto davanti ai processi di nazionalizzazione. Arrivano poi gli anni bui delle guerre mondiali, del fascismo di confine, delle stragi, degli spostamenti forzati di popolazione. Le ‘terre irredente’ divengono prima italiane e poi perdute, mentre Trieste dal 1945 al 1954 vive un nuovo irredentismo. Infine, la ‘normalizzazione’ e l’avvio della cooperazione transfrontaliera.
Pagine: 400
Collana: Cultura storica
ISBN: 9788858162132
